Intervista a Martina Carbutti: “Il mio filo invisibile continua…”

Intervista a Martina Carbutti: “Il mio filo invisibile continua…”

Martina Carbutti

Ciao Martina, parliamo del vostro “Un filo Invisibile“, sei sempre molto legata a questo libro che avete scritto tu e tua sorella qualche tempo fa? 

Il nostro libricino continua ad essere per me sempre più speciale perché mi rendo conto di come a distanza di quasi tre anni dalla sua uscita mi susciti ancora delle emozioni. Non ho mai smesso di sfogliarlo ed ogni volta mi meraviglio per le cose incredibili che succedevano sin dalle prime settimane dalla scomparsa di nostro papà. E’ importante anche perché ogni tanto spunta ancora qualcuno che ne viene a conoscenza, lo legge e condivide le proprie esperienze che  somigliano molto alle mie. Devo molto a questo libricino se il mio percorso evolutivo prosegue. 

In che senso, spiegaci. 

In questi ultimi anni sono riuscita a mettere insieme tanti pezzi della mia infanzia e della mia adolescenza che avevo rimosso o accantonato forse per paura e incapacità di doverli analizzare. In parole semplici sono riuscita a comprendere che questo dono di percepire i cari scomparsi lo avevo sin da bambina. In modo naturale ho intrapreso un percorso spirituale, a cui senza il lutto di mio papà, non avrei mai  dato spazio. Al contrario, prima regnava la mia ignoranza nel credere che bisognava necessariamente essere religiosi per capire certi meccanismi, quando invece siamo fatti tutti di energia, siamo fatti tutti di frequenze, siamo tutti in grado di “sentire”. Per arrivare a comprendere tutto questo oggi prediligo soprattutto testi legati alla spiritualità. 

“Un filo invisibile” racconta anche dei tuoi sogni, continui sempre a sognare il tuo papà? 

Sempre. E sempre i miei sogni continuo a trascriverli sul mio personalissimo taccuino. Dettagli utilissimi che a volte capisco solo successivamente. Perché quel taccuino va sfogliato ogni tanto, esattamente come si fa con un libro, affinché ci aiuti a capirne il testo, il senso, il messaggio che si vuol trasmettere. Spesso abbiamo bisogno di leggere e rileggere più volte.                                  

Nell’intervista precedente sottolineavi il fatto di quanto sia importante il rapporto con il lettore.                                

Tantissimo ancora oggi. Il lettore non è di parte,  un lettore abituale è in grado di notare differenze, sfumature, di fare confronti, di osservare con occhio critico, il lettore è capace di immedesimarsi nello scrittore, di immergersi negli scenari proposti nel libro, talvolta riesce anche a vedere oltre, più dello scrittore. Il lettore finisce per essere il soggetto più importante, la ciliegina sulla torta. Se hai la fortuna come l’ho avuta io di fare amicizia con il lettore, hai vinto. Io personalmente grazie in particolare ad una mia lettrice, diventata in seguito mia amica Rosy, sto progettando un secondo libricino. Chi meglio del lettore può ammettere o smentire se uno scrittore è stato in grado di trasmettere emozioni e messaggi.   

Ci stai svelando che è in cantiere una seconda parte di Un filo Invisibile? 

A dir la verità ha già preso abbastanza forma e questa volta è molto più intenso, molto più personale. Speravo di divulgare in tempi brevi, ma ci sono delle motivazioni per cui sta rallentando la stesura. Primo perché in questo viaggio saranno coinvolte altre figure e per cui mi sembra doveroso dedicare più attenzione, poiché ogni personaggio contiene una sua storia definire, una sua esperienza da raccontare, una sua sfumatura da cogliere. Secondo perché mi rendo conto che sto imparando sempre più cose nuove o meglio mi stanno accadendo sempre più cose nuove e per cui ci vuole sempre tempo prima di riuscire ad analizzarle una ad una e a metterle su carta. Approfitto qui per chiedere scusa a tutti coloro che fanno parte di questo nuovo diario se non ho rispettato i tempi previsti per l’uscita in libreria. 

Ci può anticipare qualcosa in più di questo progetto?  

Sicuramente sarà una sorta di proseguo dell’altro dove racconterò alcuni eventi accaduti per me straordinari,  racconterò sogni nei minimi dettagli e gli incontri con persone speciali avvenuti non per caso, descriverò l’importanza di alcune figure religiose che si sono affacciate nella mia vita lungo questo cammino, la comunicazione non solo attraverso i sogni ma anche attraverso dei segnali. E per ultimo, ma non meno importante, anzi, saranno raccontate le esperienze di altre donne a me vicine che hanno la stessa mia intuizione e proprio questa parte sarà un po’ il fulcro di questo progetto, perché credo che la testimonianza di altre persone dia più forza, valore e credibilità a questo mondo della vita oltre la morte che per molti è un tabù.

Una sorta di saga dunque.. 

Non direi anzi, so già con certezza che sarà il secondo e ultimissimo libro per me, proprio per questo vorrei riuscire a dire tutto ciò che ho da dire (scusate il gioco di parole) senza tralasciare nulla. Perché io credo che, come per tutte le cose della vita, arriva sempre quel momento in cui ci si deve firmare e dire “Ok, io il mio l’ho fatto. Ora tocca a voi decidere se credere, sperimentare e divulgare una realtà sconosciuta che esiste davvero e che sa essere anche molto bella”       

Ritieni sempre importante il canale social come mezzo per far conoscere i tuoi libri? 

Assolutamente. Credo che al contrario nessuno si sarebbe mai imbattuto nel mio libricino se non fosse stato per il fatto che ha girato incredibilmente sul web. Sicuramente una buona dose di fortuna è servita ma fondamentale lo è anche la scelta di una pagina conosciuta, onesta e ben organizzata come la vostra, sempre attenta ai dettagli e intenta ad offrire buoni servizi per una promo al Top. Grazie per questa opportunità. 

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